Spasmodicamente

INRI ep //Rockambula.com//

E’ fatto obbligo portare in giro quest’Ep fornito di museruola e lacci di contenimento onde evitare che chiunque ne fosse agganciato malcapitatamente non ne venga azzannato o ridotto in brandelli.
I perugini “Spasmodicamente” ci riprovano a dilaniare l’aria, dopo il buon successo del precedente lavoro discografico, e lo fanno con INRI Ep, altri cinque morsi a sangue caldo che non lasciano tempo ad un approccio sul chi ed il come possa avere e dato una forma compatta e tangibile al rumore ed al porfido, “gli importa na sega” – come direbbe Ferretti – il tempo di alzare il loud ed il destino d’innocente ascoltatore si disintegra in un nano secondo.

C’è un Cristo di mezzo a tanto furore, preso tra gli ingranaggi rabbiosi e famelici di questa band votata alla pressione urlata, un Cristo malmesso che funzionerebbe benissimo in un trailer di Wes Craven, un Cristo messo a zeppa “ulteriormente sacrificale” da questo trio che mette via i codici della trasgressione per scardinare la definizione hard-noise e trafugarne il senso acuto della disperazione da bypassare su chitarra, basso e batteria, e quello che fa sponda all’angoscia si trasforma in un’emozione aggressiva stupenda.

La buliminia di suono è una goduria d’oppressione, Zu & Patton che se le danno di santa ragione e fanno base ad un cantato sofferente, pulito, urlato a sangue, con accenti progressive epici, onde e derive che fustigano di una stranissima poesia, la poesia dei jack, poesia ossessionata e malata; i nostri eroi umbri questa volta fanno bingo, un disco esplosivo e depravato tra bazzecole di melodia e clangori di ferramenta “Il sapore che sento”, “Inri”, l’ansia arpeggiata che fa crescere un magone assurdo “Coda”, l’azione mutilante sotto-accordo “Viel larm Un Nichyts” e lo strangolamento di basso che partorisce figli legittimi della scena noise-core, l’inno allo sclero completo fino alle convulsioni di gola e giugulare ” Tutto quello che mi pare”.
Ora , se vi è rimasto un lembo di woofer attaccato alla cassa stereo, oppure uno spezzone di un dettaglio di com’eravate prima della “messa in onda” di quest’Ep drammaturgico potete anche applaudire convinti, ma senza cadere in delirio. Eppure dovreste!

Max Sannella

Il link: http://www.rockambula.com/recensione.php?review_id=1233

2 maggio 2011 Recensioni

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